La condizionalità rappresenta, all’interno dell’Unione Europea, l’insieme degli impegni che gli agricoltori devono rispettare per l’accesso agli aiuti comunitari diretti. Con la riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC) i premi non sono più vincolati alle produzioni, per poterne beneficiare il produttore è obbligato a rispettare gli impegni relativi alla sicurezza alimentare, all’ambiente, all’igiene e benessere degli animali e al corretto mantenimento dei terreni e degli elementi caratteristici del paesaggio. La condizionalità si applica attraverso un insieme di ATTI, chiamati Criteri di Gestione Obbligatori (C.G.O.) e di NORME, definite Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (B.C.A.A.), che le aziende agricole devono rispettare per poter beneficiare di pagamenti diretti. I Criteri di Gestione Obbligatori (C.G.O.) sono disposizioni contenute in regolamenti e direttive emanati dall’Unione Europea dalla fine degli anni ’70 al 2004 (la maggior parte emanati negli anni ’90) che da tempo sono entrati a far parte della normativa nazionale riguardanti: – l’ambiente; – la sanità pubblica, la salute delle piante e degli animali; – l’igiene ed il benessere degli animali. Le Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (B.C.A.A.) sono impegni minimi di carattere agronomico che hanno la finalità di: – prevenire l’erosione del suolo; – mantenere i livelli di sostanza organica nel suolo mediante opportune pratiche; – mantenere la struttura del suolo; – assicurare il livello minimo di mantenimento dell’habitat evitandone il deterioramento. Gli adempimenti relativi alla condizionalità sono da tempo in vigore all’interno della U.E., ma solamente a partire dal 2005 il rispetto di tali adempimenti è “condizione” necessaria per percepire gli aiuti diretti, da qui si origina il termine “CONDIZIONALITÀ” . Perché la condizionalità La riforma della PAC ha posto come obiettivi fondamentali la tutela dell’ambiente, la sicurezza alimentare dei consumatori, la salvaguardia igienico-sanitaria e il benessere degli animali. L’Unione Europea assegna al compar to agricolo oltre il 40% degli aiuti stanziati a livello comunitario; come contropartita l’agricoltore deve rispettare gli impegni della condizionalità quale risposta alle richieste espresse dalla collettività, la stessa che versa quelle risorse finanziarie che diventano sostegno al reddito degli agricoltori. La condizionalità è par te integrante della Riforma della Politica Agricola Comunitaria in quanto: – l’aiuto è stato svincolato dalla produzione; – il pagamento dell’aiuto è condizionato dal rispetto degli impegni della “condizionalità”. La condizionalità ha lo scopo di far rispettare le buone pratiche agricole e di orientare verso modalità operative più rispettose della sicurezza alimentare, la salvaguardia dell’ambiente e del benessere animale: in questo contesto diventa fondamentale il ruolo che il produttore agricolo svolge nel rispetto di questi obiettivi che coinvolgono sempre di più l’azienda agricola in un contesto integrato tra ambiente, agricoltura e società. Chi è interessato dalla condizionalità “Ogni agricoltore beneficiario di pagamenti diretti è tenuto a rispettare i criteri di gestione obbligatori e a mantenere la terra in buone condizioni agronomiche e ambientali”… art. 4 del Regolamento (CE) 73/2009. Pertanto sono interessati al rispetto degli impegni della “condizionalità” tutte le aziende che presentano le seguenti domande: – Domanda Unica di Pagamento; – Domande di Sviluppo Rurale; – Domanda di Ristrutturazione e Riconversione dei vigneti; – Domanda di Premio di Estirpazione vigneti. |